Studio Legale Capasso
Il riconoscimento dell’invalidità civile avviene attraverso una valutazione medico-legale effettuata dalle Commissioni competenti dell’INPS.
Non sempre, tuttavia, la percentuale di invalidità attribuita rispecchia correttamente la reale condizione sanitaria della persona.
Quando il verbale sanitario contiene una valutazione ritenuta non corretta è possibile proporre ricorso davanti al Tribunale per ottenere una nuova valutazione medico-legale.
Il ricorso può essere valutato quando il verbale INPS non riflette adeguatamente la situazione clinica del richiedente.
Le situazioni più frequenti sono:
– mancato riconoscimento dell’invalidità civile;
– attribuzione di una percentuale inferiore rispetto a quella effettivamente spettante;
– mancato raggiungimento della soglia del 74%, necessaria per ottenere l’assegno mensile di assistenza;
– mancato riconoscimento dell’invalidità totale (100%) con conseguente diniego della pensione di inabilità.
Prima di avviare un’azione giudiziale è sempre opportuno verificare attentamente il contenuto del verbale e la documentazione sanitaria disponibile.
La normativa sull’invalidità civile prevede diverse soglie percentuali cui corrispondono specifici benefici.
In particolare:
– dal 33% di invalidità è possibile accedere ad alcune agevolazioni sanitarie;
– dal 46% di invalidità è possibile iscriversi alle liste del collocamento mirato ai sensi della Legge 68/1999;
– dal 74% di invalidità può essere riconosciuto l’assegno mensile di assistenza (in presenza dei requisiti reddituali previsti dalla legge);
– con invalidità totale al 100% può essere riconosciuta la pensione di inabilità civile.
La valutazione deve essere effettuata sulla base delle tabelle ministeriali e tenendo conto dell’insieme delle patologie e delle limitazioni funzionali.
Le controversie relative all’invalidità civile seguono una procedura particolare prevista dall’articolo 445-bis del codice di procedura civile.
Il procedimento si svolge in due fasi principali.
Nella prima fase il Tribunale nomina un consulente tecnico d’ufficio (CTU), generalmente un medico legale, che ha il compito di valutare la situazione sanitaria del ricorrente.
Il consulente procede all’esame della documentazione clinica e alla visita medico-legale, formulando poi le proprie conclusioni.
Se le conclusioni del consulente vengono condivise dal giudice, il procedimento può concludersi con un decreto di omologa.
Nel caso in cui una delle parti non condivida l’esito della consulenza tecnica è possibile proporre opposizione, dando così avvio a una fase di giudizio ordinario.
Nel contenzioso in materia di invalidità civile la documentazione sanitaria riveste un ruolo centrale.
È importante che i certificati medici e le relazioni specialistiche descrivano in modo preciso:
– le patologie diagnosticate;
– le limitazioni funzionali;
– l’incidenza delle patologie sulla capacità lavorativa e sulla vita quotidiana.
Una documentazione clinica completa e aggiornata consente al consulente tecnico di valutare correttamente il quadro sanitario complessivo.
Non ogni verbale negativo comporta automaticamente la possibilità di ottenere un esito favorevole in giudizio.
Prima di avviare il procedimento è opportuno effettuare una valutazione preliminare della situazione sanitaria e della documentazione disponibile, al fine di verificare se vi siano concreti presupposti per il ricorso.
Per una valutazione preliminare del verbale INPS e della documentazione sanitaria è possibile contattare lo studio nella pagina dei contatti per fissare un appuntamento.